Sul Veloleo oggi è salita Giulietta Pagliaccio, presidente della Fiab, Federazione Italiana amici della bicicletta. Quali sono i vantaggi che un amministrazione ottiene, in termini economici, se investe in ciclabilità? Quanto vale la bicicletta? Quali sono i settori quei settori dell’ecomonia che possono trarne un vantaggio economico?

Parliamo ancora una volta di bikenomics, un termine coniato di recente che unisce la parola bike, bicicletta, ed economics, economia. Giulietta Pagliaccio ci racconta di come l’utilizzo quotidiano della bicicletta possa fare da volano per il rilancio dell’economia. Economia locale, se parliamo del commercio di prossimità che migliora quando una strada diventa più vivibile; o quella delle piccole aziende che possono beneficiare degli investimenti per riqualificare le città, ad esempio. Economia legata al turismo, con il Trentino Alto Adige e le sue 4 ciclovie maggiori con il loro indotto, stimato al ribasso, di oltre 80 milioni di euro, solo nella stagione estiva. L’industria della bicicletta, che in questi ultimi anni sta avendo un successo clamoroso, forse addirittura al di sopra delle aspettative.

Che cosa ci guadagna una città ad investire in ciclabilità? Minor costi sulla spesa sanitaria prima di tutto, perché una città più vivibile è una città più sana. E una città più sana è una città più felice. Secondo il World Happiness Report 2013, un documento stilato dall’ONU dopo uno studio condotto su oltre 150 paesi, il paese in cui si vive meglio è la Danimarca (prima anche nel 2012). E non è un caso se pensiamo che in Danimarca la percentuale di persone che utilizzano la bicicletta quotidianamente è molto più altro che negli altri paesi. E noi? L’Italia finisce al 45simo posto.

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