Liz Canning non immaginava che una bicicletta le avrebbe cambiato la vita. Lei viaggiava in California libera e leggera come il vento su una bicicletta con telaio in carbonio. Non poteva immaginare che un giorno sarebbe diventata mamma di due gemelli, che avrebbe comprato una cargo bike, che sarebbe diventata il simbolo di una rivoluzione e che avrebbe diretto un documentario sulla Rivoluzione delle cargo bike negli Stati Uniti d’America.

cargo community 1

di Antonella Pesentova

(in testa all’articolo il video LESS CAR MORE GO di Liz Canning)

Aveva visto diversi tipi di long tail in America, ma non li aveva mai presi in considerazione, poi divenne mamma di due bambini e, per continuare ad usare la bicicletta comprò un trailer, ma abitava in collina e il trailer era troppo pesante, piccolo e basso; così passò ad usare l’automobile.

Non si arrese al fatto di non riuscire a trovare un’alternativa adatta alle sue esigenze. Cercando in internet una soluzione al suo problema si imbattè nelle cargo bike. Prima ancora di innamorarsi di una cargo bike Liz si innamorò della comunità di persone che ne possedevano una. Non era facile trovare informazioni su queste biciclette da carico e queste non arrivavano da fonti ufficiali, ma da Forum, blog e siti web, dove le cargo venivano adorate da chi le possedeva, ne erano tutti entusiasti. Liz scoprì che questi strumenti incredibili avevano cambiato la vita a molti americani.

Ovviamente ne comprò una, alla quale aggiunse la pedalata assistita per via della sua casa in collina. Dentro al trailer i suoi bambini si sentivano bagagli, nella cargo bike, invece, erano diventati copiloti. Liz considera le cargo bike “una liberazione dall’obbligo di dover stare in automobili intrappolate nel traffico, un’alternativa allo stile autocentrico del XX secolo”.

La storia di Liz Canning è simile a quella di altri cargo ciclisti, simile anche alla mia, ma Liz ha un’intuizione, unire la sua esperienza personale con l’attivismo della comunità trovata sul web: se più persone avessero accesso a queste informazioni le biciclette da carico potrebbero andare alla grande negli Stati Uniti!
A questo scopo realizzò  ( R )Evolutions per minute:  Cargo Bikes in the US (il video qui sotto), un documentario crowdsourced che fa parte del progetto LESS CAR MORE GO (il video in testa all’articolo) e il gruppo Facebook  che attualmente conta quasi 1500 iscritti.

Il film ha avuto più di 60,000 visualizzazioni e ha girato il mondo attraverso la sua partecipazione al Bicycles Film Festival 2012.

In Italia i negozi che vendono cargo bike sono pochissimi, i cargo ciclisti anche; questa situazione obbliga il probabile cliente a comprare un prodotto a scatola chiusa, senza poterlo toccare con mano. Questa impossibilità determina spesso che il futuro acquirente rinunci all’acquisto e che la Cargo Rivoluzione avvenga troppo lentamente. Tra il volere una cargo e l’acquisto passa mediamente un anno.

Le community hanno la funzione di accorciare i tempi  d’informazione sul prodotto, aiutano a confrontarsi, consigliarsi. Chi decide di costruirsi una cargo bike da solo magari vorrebbe confrontarsi con altri creatori e risolvere i problemi tecnici più velocemente.

Per questi motivi è stato creato il gruppo facebook Cargo Bikers Italia, per seguire la Cargo Rivoluzione in diretta. C’è anche una mappatura delle cargo bike in Italia, utile a scoprire se c’è qualcuno nel paese vicino al tuo che , magari, si presta a farti provare la sua cargo..

Le community non sono solo on-line, ci sono i Cargo Raduni, le Cargo Parade


in Italia abbiamo da un po’ di anni il Cargo Bike Race durante il Bicycles Film Festival

cargo community 2in Olanda e in Danimarca è prassi partecipare ad un Cargo-pic-nic di quartiere.

Se compri una cargo bike non viaggerai solo.

Buona Cargo Rivoluzione a tutti!

Antonella Pesentova

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