Vegano, passione per il ciclismo e convinzioni ecologiste: queste le prime cose che vengono in mente per presentare Pierre Cesaratto, giovane cividalese che nell’estate 2013 ha percorso in lungo e in largo il Vecchio Continente, unica compagna la sua bicicletta. Ci ha scritto per raccontarci la sua avventura e per parlarci del suo prossimo progetto di attraversare la Cina in bicicletta. Ha scelto di scrivere in uno stile di auto intervista.

 

Pedalando mi perdo

Se le cifre parlano chiaro (3 mesi, 6000 chilometri, 15 Paesi attraversati), il suo blog e la sua pagina facebook di più: non solo offrono quotidiana testimonianza delle difficoltà riscontrate e delle soddisfazioni ottenute durante il suo viaggio, ma fanno anche trasparire i valori che hanno ispirato e continuano a ispirare il cicloturismo di questo giovane sportivo.

Gorizia, Lubiana, Zagabria, Budapest, Bratislava, Vienna, Praga, Berlino, Amsterdam, Liegi, Lussemburgo, Parigi, Andorra, Barcellona, Marsiglia, Nizza, Genova, Milano, Verona, Padova e infine il rientro a Udine: le pagine di pedalandomiperdo.wordpress.com raccontano con sorprendente immediatezza le prove fisiche, logistiche ed emotive affrontate, e documentano l’efficacia della dieta vegana anche in una prospettiva sportiva.

“E’ stata ardua – spiega Pierre – perché il viaggio è stato lungo, ero da solo, ho dormito molto spesso in tenda nonostante il maltempo. Ma ne è veramente valsa la pena: le persone, i luoghi, le piccole cose… è stata un’esperienza molto intensa e formativa”.

Sulla sua pagina facebook Pedalando mi perdo il ragazzo cividalese condivide con gli oltre 3000 followers i suoi ideali e i suoi prossimi progetti. Scopriamo così che nella sua motivazione giocano un ruolo fondamentale il benessere e la salute in senso lato: da una parte lo sport e la scelta di un certo tipo di alimentazione, dall’altra la coscienza e la valorizzazione dell’ambiente e dei mezzi che ne consentano la preservazione.

Estremamente attento all’ecosostenibilità delle sue scelte di vita, da molto tempo Pierre evita l’utilizzo di mezzi motorizzati e segue una dieta di tipo vegano. Quest’ultima non è mai stata un ostacolo dal punto di vista sportivo: iscritto al CdL in Scienze motorie all’Università di Udine, Pierre, nell’ambito delle ricerche per la sua tesi di laurea, ha documentato per tutta la durata del viaggio le reazioni del suo fisico, sottoposto al significativo sforzo fisico di 100-150 km al giorno su due ruote.

Le difficoltà si sono parate piuttosto nel reperire il cibo: “A volte non era semplice far capire la mia scelta vegan, dover anche rifiutare di mangiare alcune cose, ma ho sempre cercato di affrontare l’argomento in maniera positiva”. Ma ogni volta ha confermato la sua scelta perché essere vegano “ti fa sentire parte del mondo circostante. È stato bello nutrirsi di quello che la terra mi dava, anche quando rimanevo da solo trovavo: fichi, mele, prugne, uva”.

Diversi fattori hanno spinto Pierre a muoversi in quest’impresa e a progettare la prossima: un’altra pedalata in solitaria per ribadire la genuinità delle sue convinzioni. Il progetto, per cui si sta prodigando nella ricerca di sponsor, prevede un tragitto di circa 8mila chilometri nella sterminata Cina.

25 anni: quale migliore età per combattere per i propri ideali e per inseguire i propri sogni, per “sentirsi un supereroe”?

Cosa aggiungere? Pierre è stato molto chiaro: è alla ricerca di sponsor per il suo prossimo viaggio. Quindi se siete interessati scrivetegli tramite la sua pagina facebook o il suo blog.

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