Oggi ho pedalato con Tore Nærland un ciclista norvegese ipovedente che sta girando il mondo in bici in tandem con la sua organizzazione chiamata Bike for Peace. Con Tore, la sua accompagnatrice Anita Valen, Lisa Clark che cura la sua tappa Italiana e con il suo team passeremo due giorni molto intensi che ci porteranno fino a Papa Francesco
Viaggiano in tandem perché Tore é un non vedente, ha perso la vista a quindici anni a causa di una malattia degenerativa. Da allora ha smesso di giocare a pallone – mi racconta – ed ha iniziato a pedalare in tandem.

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Fino ad oggi ha girato 110 paesi nel mondo. Il suo primo viaggio in bici é stato nel Irlanda del nord nel 1978. Ha fatto pe rla prima volta il giro del mondo nel 1979, poi dopo essere stato a Hiroshima in Giappone ha iniziato ad interessarsi alla lotta per il disarmo nucleare.

Tore mi racconta che per il suo primo viaggio contro le armi nucleari é partito da Mosca per arrivare a Washington dc nel 1983.
Questo viaggio invece é iniziato a Manchester lo scorso 15 di Marzo, a pedalare con Tore c’era anche l’ex primo ministro norvegese Magne Bondevik. Hanno pedalato fino a Londra dove hanno incontrato il sindaco Boris Johnson; poi in Francia sono stati ricevuti dal ministro degli esteri; poi Nizza, Genova ed oggi Roma dove la prima tappa sarà in Campidoglio per incontrare il vice sindaco Luigi Nieri.

Major for peace é un l’organizzazione fondata nel 1982 dall’allora sindaco di Hiroshima Takeshi Araki e ad oggi conta più di 6.00 città affiliate nel mondo, di cui più di 500 in italia. Ci sono più di un miliardo le persone che in un modo o nell’altro collaborano con i sindaci per la pace.

zona30Il giro di Bike for peace quest’anno é organizzato in collaborazione con Major for peace. Oggi Tore proporrà al vice sindaco della capitale che Roma assuma la vice pesidenza – insieme ad altre dodici città nel mondo –  di questa organizzazione

Arriviamo in piazza Campidoglio alle 10 meno un quarto di un martedì mattina. Ci accompagnano al secondo piano della struttura dove Luigi Nieri, il vice sindaco di Roma ci accoglie nel suo ufficio con vista mozzafiato sui fori imperiali.  Nieri cerca di raccontare a Tore un po della storia di Roma mentre gli mostra i Fori, ma Tore ovviamente non può vedere nulla visto che é quasi completamente cieco e a dire il vero non riesce nemmeno a comprendere molto il racconto di Nieri a causa dell’inglese molto maccheronico del vice sindaco.
Seguono le classiche foto di rito con la bandiera della pace. Poi Il vice sindaco consegna a Tore una medaglia di Roma Capitale e lui ricambia con una pergamena a firma Major for peace, i sindaci per la pace, con in calce una citazione del sindaco di Hiroshima che recita

‘le città sanno come si risolvono i problemi dell’umanità, e sanno che per farlo non servono le armi’.

Quando Tore propone a Nieri che Roma assuma la vice presidenza di major for peace il vice sindaco promette che ne parlerà con il sindaco Marino. 

Dopo l’incontro tentiamo di far salire Nieri sul tandem ma i risultati sono scarsi. Ci fosse stato Ignazio Marino forse magari ce l’avrebbe anche fatta ma l’impressione generale é che Nieri non abbia mai visto una bici in vita sua, vabbé!!

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Riprendiamo la nostra pedalata verso palazzo Montecitorio dove saremo ricevuti da alcuni membri del gruppo interparlamentare per la pace. Quì abbiamo alcune difficoltà ad entrare in piazza a causa delle nostre bandiere troppo pacifiste così i parlamentari che ci stavano aspettando sono costertti a raggiungerci in un angolino poco in vista per qualche chiacchera e per qualche foto insieme.

zioCi rimettiamo in marcia. Lo scopo primario di Bike for peace così come di Major for peace é bandire le armi nucleari entro il 2020. Oggi gli Usa, la Russia, l’Inghilterra, la Francia e la Cina investono ingenti somme di denaro in armamenti nucleari mentre potrebbero utilizzare i soldi in modo migliore per le persone. Le armi nucleari – ci racconta ancora Tore – sono armi che non si possono utilizzare. Oggi se esplodesse una bomba nucleare sarebbe 10 volte più forte di quelle che sono esplose ad Hiroshima.

La prossima tappa di Bike for peace sarebbe dovuta essere il Pakistan e poi l’India ma l’ambasciatore pakistano incontrato a Londra gli ha consigliato di posticipare il viaggio perché al momento potrebbero avere problemi diciamo così ‘di sicurezza’

Così dopo l’italia Tore volerà in Cina per una settimana e poi in Giappone a Hiroshima dove incontrerà alcune vittime del disastro nucleare e alcuni studenti delle scuole.
Poi volerà negli states e da Kansas city pedalerà fino a Whashington dc dove Tore spera, e sta lavarondo per, di riuscire ad incontrare Obama.

Il prossimo agosto Bike for Peace sarà in Kazakistan, un paese in cui ai tempi in cui la Russia si chiamava ancora Unione Sovietica sono state ‘testate’ sulla popolazione più di duemila armi nucleari. Per questo il Kazakistan é oggi un paese pieno di persone disabili.

Chiedo a Tore se ha mai avuto problemi a girare in alcune parti del mondo con una grossa bandiera della pace attaccata alla bici. Mi racconta che in Nord Corea ha dovuto cambiare nome alla sua organizzazione e invece di Bike for peace si sono presentati come un gruppo di ciclo amatori dalla Norvegia.
Secondo Tore la bici é la migliore piattaforma dalla quale parlare. La bici é il mezzo di trasporto più pacifico che ci sia.

Chiedo a Tore chi finanzii suo viaggi, mi risponde che spende soldi suoi. Mi dice che tutti abbiamo bisogno di avere un sogno. Il suo sogno é un mondo senza armi nucleari e poi vorrebbe vedere tantissima gente in sella ad una bicicletta.

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La bici é il modo migliore per vedere il mondo, soprattutto per un non vedente perché ti permette di vedere con gli altri sensi, puoi ascoltare, sentire gli odori, le atmosfere, la natura: puoi sentire gli uccelli cantare, il suono di un fiume. E’ bellissimo vedere il mondo dalla sella di un tandem. E se lo dice un non vedente, ci possiamo fidare!
La mattina seguente incontro di nuovo Tore ed il suo gruppo, direzione Piazza San Pietro per incontare Papa Francesco, o almento é quello che  stiamo provando a fare. Infatti nonostante fossimo tutti convinti di avere un udienza privata con il papa in realtà abbiamo solo i biglietti per il sagrato, i posti in piazza san pietro cioé più vicini al pulpito da dove parlerà Papa francesco. Siamo in prima fila insomma.

L’attesa é lunga, a tratti sembra quasi infinita. Dal mio posto privilegiato osservo la folla oceanica di persone venuta ad ascoltare l’udienza del Papa. Sorrido quando sento la gente esultare perché Papa Francesco pronuncia il nome del loro gruppi. Gli passano dei foglietti e e lui é costretto a nominarli uno per uno.

dal papaLa mattina passa tra dei figuri che distribuiscono volantini per avere a pagamento una foto col Papa e migliaia di persone che recitano il padre nostro in latino. Però Papa Francesco é una superstar e quando dopo l’udienza si getta tra la folla scoppia il boato.

Da lontano riesco solo a vedere un puntino giallo: é Tore con Anita al suo fianco che al passaggio del Papa dopo una stretta di mano riescono a dargli la sua maglietta Bike for peace. Chissà se il papa, magari in privato, proverà ad indossarla. Più tardi chiederò al centro televisivo vaticano il video della stretta di mano tra Tore e il Papa. Mi risponderanno che costa 200€, gli dirò grazie ed arrivederci.

Pieno di interrogativi in testa lascio Piazza San Pietro in sella alla mia dodici. Tutto questo business che gira intorno al papa gesuita mi ha lasciato un po turbato ma poi mi torna subito il buo umore quando ripenso a Tore Nærland e a come, nonostante sia cieco da quasi 35 anni, continui a godersi la vista del mondo in sella alla sua bicicletta a due posti.

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1 Comment

  • Very nice to see Bike for Peace in Rome. Tore Næralnd was lucky to have Anita Valen as captain on the tandem. Good to see they met with the Mayor of Rome and members of the Italian Parliament.and special when they meet with Pope Francis. Good luck to Bike for Peace for continuning biking in China, Japan and USA.