Viaggiare nei Balcani con bicicletta e mezzi pubblici: una guida per il cicloviaggiatore

Questa piccola guida vuole essere un aiuto per tutti i cicloviaggiatori interessati a visitare i paesi dei Balcani, magari usufruendo dei mezzi pubblici per percorrere alcuni tratti del loro viaggio. Si basa sulla mia esperienza personale di viaggio (ottobre-dicembre 2013) e sulle informazioni raccolte in Internet.

Per quanto riguarda le ricerche dei treni, consiglio di partire da una mappa delle tratte ferroviarie europee e dal motore di ricerca degli orari di Deutsche Bahn (che però non include tutti i paesi).

Traghetti collegano l’Italia (Ancona, Bari, Brindisi) a Zara, Spalato, Dubrovnik, Bar, Durazzo, Valona, Igoumenitsa, Corfù, Patrasso.

di Stefano Bortolomiol aka A European Journey

Ecco le informazioni più rilevanti, suddivise per Stato:

SLOVENIA

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Le biciclette sono ammesse in tutte le tratte principali, che da Lubiana portano a Capodistria, Maribor e Jesenice. Il supplemento costa 3,20 € indipendentemente dalla tratta percorsa. Curiosamente nella mia unica esperienza, sul treno da Lubiana a Novo Mesto, non mi è stato richiesto alcun biglietto aggiuntivo.

Attualmente non ci sono treni diretti che collegano l’Italia alla Slovenia. Da Trieste è necessario attraversare il confine con altri mezzi per raggiungere Sesana o Capodistria.

 

CROAZIA

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I treni croati si dividono in locali e Intercity (non ad alta velocità). Normalmente gli Intercity collegano Zagabria con le altre città principali e alcuni consentono il trasporto di biciclette (da verificare sugli orari ufficiali nelle stazioni, comunque almeno 1 al giorno su ogni tratta). I treni nuovi, anche regionali, hanno un esteso spazio dedicato alle biciclette.

Il supplemento per le biciclette è calcolato in un modo alquanto strano: mi è costato 30 kune per il tratto Spalato-Ogulin (Intercity, 7 ore di viaggio), 41 kune invece per Ogulin-Rijeka (regionale, 2.5 ore di viaggio).

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Treno regionale Ogulin-Rijeka con scompartimento per le biciclette

 

Per i viaggi lunghi gli autobus sono molto usati: dalle informazioni trovate in rete le biciclette sono però ammesse a discrezione dell’autista, a seconda della stagione e dello spazio disponibile.

 

UNGHERIA

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La rete ferroviaria ungherese è molto estesa e i treni regionali raggiungono e si fermano anche nei villaggi molto piccoli. Le biciclette possono essere caricate nell’apposito spazio oppure in testa/coda al treno, pagando un supplemento pari al 25% del prezzo del biglietto.

 

Budapest è anche collegata con treni internazionali a Vienna, Lubiana, Praga e Berlino.

  

SERBIA

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Il servizio delle ferrovie serbe non può certamente essere definito ottimale. La quasi totalità dei treni nazionali (non molti, a dire il vero) si muovono sulla dorsale nord-sud Subotica – Novi Sad – Belgrado – Niš. Quasi tutti i treni permettono di caricare le biciclette, ma non c’è in realtà uno spazio dedicato: dovrete probabilmente rimanere negli stretti corridoi di fronte alle entrate e spostare la bici ad ogni stazione per lasciare spazio a chi sale e scende. In compenso i prezzi sono molto bassi: un viaggio di sola andata Novi Sad – Belgrado costa 300 dinari (meno di 3 €), con 100 dinari di supplemento bici.

Da Belgrado partono treni internazionali per Zagabria, Budapest, Bar, Skopje e Sofia (1 o 2 treni al giorno).

Il tragitto Belgrado – Sofia viene percorso in circa 10 ore (alla media di circa 50 km/h) e include una sosta con perquisizione della polizia alla frontiera serbo-bulgara. Il biglietto costa circa 20 € e non ci sono supplementi per la bicicletta.

Faccio però notare (e lo stesso ragionamento vale per molte osservazioni fatte in questo articolo) che, mentre io ho viaggiato in bassa stagione e quindi in treni tutt’altro che pieni, nei mesi estivi è forse necessario verificare l’effettiva disponibilità di spazio per le biciclette.

 

BULGARIA

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Il trasporto di biciclette è consentito su tutti i treni al costo fisso di 2 lev (circa 1 €) per ogni tratta percorsa, sia sui treni “nuovi” con più spazio disponibile che su quelli vecchi, per i quali valgono i problemi di spazio menzionati per la Serbia (porte e corridoi stretti, scale ripide). Anche in Bulgaria il costo dei biglietti è molto basso.

 

GRECIA

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Anche a causa della morfologia del territorio, la rete ferroviaria greca si limita alle tratte principali Atene – Salonicco e Atene – Patrasso, a cui si aggiungono poche linee secondarie. Sui treni ad alta velocità Atene – Salonicco le bici possono essere trasportate solo se imballate o contenute nell’apposita sacca, come in Italia. Nelle altre linee si possono caricare tranquillamente senza sovraprezzo.

Si noti tuttavia che non esistono treni non ad alta velocità che colleghino Atene con il nord della Grecia, così come sono totalmente assenti le linee ferroviarie in regioni come l’Epiro.

Il mezzo pubblico più utilizzato è l’autobus, in cui la bicicletta è ammessa senza sovraprezzo in presenza di spazio nel bagagliaio. Personalmente ho utilizzato l’autobus per il tragitto Delfi – Atene e mi è stato raccomandato di utilizzare la prima corsa disponibile delle 7.30 proprio per evitare le corse più affollate. Gli autobus sono certamente più pieni in estate, stagione che tuttavia non considererei ideale per viaggiare in bicicletta nella Grecia continentale, a causa delle temperature e della morfologia del terreno.

 

ALBANIA

La rete ferroviaria è praticamente abbandonata e il mezzo di trasporto per eccellenza è l’autobus. Vi sono le autolinee “ufficiali”, che effettuano servizi ad orari fissi, e anche i famosi furgoncini (da 10-15 posti) che “aspettano” a bordo strada finché non raccolgono un numero sufficiente di persone che vogliono recarsi nella località d’arrivo proposta. Ovviamente il trasporto di biciclette è possibile soltanto negli autobus più grandi da turismo. Il costo dei biglietti degli autobus è quasi ridicolo: per esempio, il tragitto Saranda – Tirana (via Girocastro, Fier, Durazzo, 400 km circa, 6 ore di viaggio) costa 1300 lek (circa 9 €) + 300 lek (2 €) per la bici. Altro esempio è Scutari – Tirana: 300 + 300 lek.

Segnalo che nelle città albanesi non esistono vere e proprie stazioni degli autobus: linee diverse possono avere capolinea diversi, spesso nemmeno indicati, per cui è necessario informarsi in anticipo sul posto esatto in cui bisogna farsi trovare. Ma, mentre l’organizzazione non è certo sul modello tedesco, l’atmosfera che si percepisce attraversando l’Albania in autobus è qualcosa di imperdibile!

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Bus e furgoncini in attesa di partire a Saranda

Infine, dato il numero considerevole di Albanesi che vivono in Grecia, numerose autolinee collegano quotidianamente le città dell’Albania ad Atene, Salonicco, Volos, Patrasso e altre città greche, e le bici sono ammesse a bordo, come mi hanno testimoniato un paio di cicloviaggiatori incontrati per strada. Così, se vorrete, potreste unire nel vostro cicloviaggio due mete distanti come Tirana e Atene: cosa saranno, in fondo, 20 ore di trasferimento in corriera?

 

MONTENEGRO

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Il sito elenca tutti i treni giornalieri locali e internazionali che attraversano lo stato.

La tratta Bar – Belgrado, percorsa in circa 8 ore, è descritta come una delle più panoramiche d’Europa, specialmente con riferimento al tratto montenegrino che costeggia il lago di Scutari e poi attraversa le Alpi Dinariche.

Autobus collegano le varie località della costa tra di loro e con le città principali dei dintorni (Dubrovnik, Sarajevo).

 

BOSNIA ED ERZEGOVINA

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Il sito elenca tutti i treni locali e internazionali che attraversano la Bosnia-Erzegovina. Sarajevo è collegata a Zagabria (via Banja Luka) e a Ploče, sull’Adriatico (via Mostar). Sulla tratta Sarajevo – Mostar, molto panoramica, il biglietto costa 9,90 marchi bosniaci (5 €) e il supplemento bici ne costa 7 (3,50 €).

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Gli spettacolari “interni” del treno Sarajevo – Mostar

Paesi non presi in considerazione in questa guida: Macedonia e Kosovo.

 

Traendo le conclusioni, direi che nella programmazione di un cicloviaggio nei paesi balcanici l’opzione di combinare bicicletta e mezzi pubblici è senz’altro da tenere in considerazione: questa scelta può dare la possibilità di visitare più luoghi, visti anche da un punto di vista differente, nel tempo che si ha disposizione, oltretutto ad un costo molto basso. E, pur non avendo delle infrastrutture e degli itinerari cicloturistici paragonabili a quelli del Trentino-Alto Adige o dell’Austria, i Balcani hanno molto da offrire a chiunque voglia esplorare la regione, ammirare le numerose bellezze naturalistiche e conoscere di più riguardo alla storia e cultura di questi popoli.

di Stefano Bortolomiol aka A European Journey

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